La Digitalizzazione

Iperiodi di crisi sono spesso motori di importanti cambiamenti sociali, tecnologici e culturali e la pandemia generata dal virus COVID-19 non farà eccezione.

Le misure adottate dal governo italiano, volte a limitare la diffusione del contagio, hanno portato il paese intero a favoreggiare la modalità lavorativa dello smart-working (o lavoro agile) per coniugare la salvaguardia della salute generale e l’esigenza di non interrompere i processi produttivi.

Gli ultimi anni hanno visto un incremento del numero di compagnie e lavoratori che hanno optato per questa soluzione. Tale approccio sposa la filosofia che il rapporto di lavoro si basi sull’organizzazione di cicli e obbiettivi, non abbia vincoli spaziali o di tempo e favorisca un migliore equilibrio fra vita lavorativa e privata. Viene, tuttavia, naturale domandarsi come tale equilibrio verrà rimodellato dalla crisi in corso.

Secondo quanto riportato dalla School of Management del Politecnico di Milano, il 2019 ha visto un aumento del 2% delle aziende che hanno messo a disposizione dei dipendenti l’opzione del lavoro agile, mentre il numero di lavoratori che adottano tale modalità è aumentata del 20% nello stesso periodo. Nonostante questi dati, secondo l’articolo “Working anytime, anywhere: the effects on the world of work”, pubblicato nel 2017 dall’Eurofound and the International Labour Office, l’Italia è l’ultimo paese membro per quanto riguarda la percentuale di lavoratori che adottano lo smart-working.

Sebbene il governo abbia investito capitale per colmare il divario con il resto d’Europa sul fronte digitalizzazione, l’Italia occupa uno dei gradini più bassi anche nell’Indice di digitalizzazione dell’economia e della società (DESI). Il punteggio finale è il risultato delle performance all’interno di un framework predisposto dal DESI e che comprende diverse aree tematiche: dalla preparazione al 5G al numero di specialisti delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) di sesso femminile, dai laureati nel settore TIC al numero di partecipanti di corsi online.

L’Italia si è classificata al ventiquattresimo posto della classifica (su ventotto) e, sebbene sia in crescita per quanto riguarda i servizi pubblici online e la diffusione dei servizi medici digitali, rimane sotto la media europea per quanto concerne la connettività superveloce.

Un altro dato preoccupante è quello che riguarda la digital literacy, ovvero l’alfabetizzazione digitale. Il trenta percento degli italiani ancora non naviga su Internet abitualmente e più della metà della popolazione non possiede competenze digitali di base.

Le esigenze nate dall’attuale crisi sanitaria stanno dettando un cambiamento repentino che potrebbe travolgere aziende e privati che sono rimasti indietro.

Alla luce delle nuove normative del governo italiano, il Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, con il supporto tecnico dell’Agenzia per l’Italia digitale, ha promosso l’iniziativa “solidarietà digitale” finalizzata ad alleviare l’impatto non solo economico, ma anche sociale, che la diffusione del COVID-19 sta avendo sulla vita degli italiani.

Diverse aziende e associazioni si sono fatte avanti offrendo servizi online volti a formare i dipendenti costretti al lavoro agile e che hanno poca esperienza o formazione. Non solo, molte aziende promuovono a costi ridotti o inesistenti la diffusione di contenuti culturali per alleviare gli effetti che la quarantena può avere sulla salute mentale ed emotiva degli italiani.

Delineare il futuro della cultura lavorativa post COVID-19 è più un atto di fantasia che di deduzione; nel frattempo, ciò che è emerso è che il settore della tecnologia ha risposto “presente” per arginare la crisi.

Digitization

Periods of crisis are often drivers of important social, technological and cultural changes, and the pandemic generated by the COVID-19 virus will be no exception.

The measures adopted by the Italian government, aimed at limiting the spread of the contagion, have led the whole country to opt for “smart-working” to both protect citizens’ health and production processes.

Over the last few years, the number of companies and workers embracing this solution has increased. The approach embraces the philosophy that working relationships should be based on setting targets and objectives, have no spatial or time constraints, and promote a better work-life balance. It is interesting to ponder how the current health crisis will affect the working experience.

According to the School of Management of the Politecnico di Milano, 2019 saw a 2% boost in the number of companies that made available the option of remote working to their employees, while the total of workers adopting this solution increased by 20% in the same period. Despite this data, the article “Working anytime, anywhere: the effects on the world of work”, published in 2017 by the Eurofound and International Labour Office, asserts that Italy is the last country for the number of employees and freelancers deciding to go remote.

Although the government has invested resources in trying to bridge the gap between Italy and the rest of Europe, the country is at the bottom in the Index of Digitisation of Economy and Society (DESI). The score results from the performance within a framework set up by DESI which looks at several areas: from 5G preparation to the number of female ICT specialists, from ICT graduates to the number of participants in online courses.

Italy ranked twenty-fourth out of twenty-eight and, although the country is growing in terms of online public services and digital medical services, it remains below the European average when it comes to super-fast connectivity.

Another neglected aspect is that of digital literacy. Thirty percent of Italians still rarely surf the web, and more than half of the population does not have basic digital skills.

The needs arising from the current health crisis are dictating a sudden change that could overwhelm companies and independent workers who have fallen behind.

Considering the Italian government’s new regulations, the Minister for Technological Innovation and Digitisation, with the technical support of the Agency for Digital Italy, has promoted the “digital solidarity” initiative aimed at easing not only the economic but also the social impact that the spread of COVID-19 is having on the lives of Italians.

Several companies and associations have come forward and offered online services aimed at training employees forced to work remotely, but have little experience on the matter. A lot of companies are making available cultural content at reduced or non-existent costs to lighten the effects that the quarantine may have on the mental and emotional health of the population.

Outlining the future of the working culture post-COVID-19 is more in the ballpark of an imagination exercise than a process of deduction; what we know is that the technology sector has stepped up to contain the crisis.

Style switcher RESET
Body styles
Color settings
Link color
Menu color
User color
Background pattern
Background image